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Norcia - Bellezze naturali
In un luogo così speciale e ricco di sorprese, non poteva mancare la possibilità di fare interessanti escursioni nei dintorni. Per gli amanti del trekking, la piana di Castelluccio di Norcia offre un contesto perfetto.
Verso maggio la piana si colora di mille sfumature: è la famosa infiorata di Castelluccio, dove ai fiori azzurri dei campi di lenticchie, i rinomatissimi legumi locali, si contrappone il giallo acceso delle margherite selvatiche e il rosso infuocato dei papaveri, che spuntano in mezzo al grano ancora verde; la piana diventa una vera tavolozza di colori, un vero spettacolo che regala all’uomo collaborativo uno stupendo paesaggio 1500 metri d’altezza che domina un altipiano verde di migliaia di ettari dove la luce diffusa ed i colori vivi rendono l'esperienza del viaggio indimenticabile. Proprio in questi prati furono girate anche alcune spettacolari scene del film San Francesco di Zeffirelli. Dunque, un mondo fantastico che ha affascinato da sempre artisti e scrittori, ma anche un luogo aspro e selvaggio, che conserva preziosi elementi naturali oggi importante meta turistica da parte di visitatori provenienti da ogni parte del mondo.
I Monti Sibillini arricchiscono la cittadina di Norcia di vasti boschi, essi danno il nome al bellissimo Parco Nazionale che si estende tra Umbria e Marche. Nato con lo scopo di salvaguardare l’ambiente, promuovere uno sviluppo socio-economico sostenibile e favorire la fruizione di questi luoghi a tutti coloro che desiderano un contatto con una natura vera e incontaminata, esso fa da sfondo all’intersecarsi di natura e cultura, di elementi selvaggi con timidi ma significativi interventi umani. Fin dal nome il Parco esprime le atmosfere magiche e impenetrabili, aspre e ferine delle profezie della Sibilla Cumana, da sempre abitatrice di questi Monti. Per secoli in tutta Europa i Monti Sibillini furono dipinti come terra di fate, negromanti e orrori di ogni genere.
Nel periodo primaverile ed estivo si possono programmare molti itinerari che si immergono nelle zone piu' interne del Parco dei monti Sibillini, alla non facile ricerca della mitica Grotta della Sibilla, che ha interessato lungo i secoli studiosi e negromanti, tra i quali, sembra, anche lo storico latino Svetonio, vissuto ai tempi degli imperatori Flavi. Secondo le tradizioni, la grotta era abitata da una misteriosa profetessa (la Sibilla Appenninica), condannata da Dio nelle profondità della montagna.
Partendo da Arquata del Tronto, dopo il valico di Forca di Presta, si può salire al Monte Vettore che, con i suoi 2476 metri, è la cima più alta dell’appennino marchigiano al confine con l’Umbria. Il monte è la vetta più alta dei Monti Sibillini, dei quali rappresenta l’estremità meridionale. L’escursione fino alla cima, di media difficoltà, dura circa tre ore. Arrivati quasi in vetta, inizia la discesa sul versante opposto, per raggiungere i Laghi di Pilato: nella stagione estiva questi due specchi d’acqua assumono la caratteristica forma di un paio di occhiali. Il nome dei laghi ricorda una celebre leggenda locale, la quale narra che, Pilato, governatore della Palestina, colpevole della crocifissione di Cristo, condannato a morte dall'imperatore Vespasiano, fu posto su un carro trainato da due bufali, e lasciato in balia della sorte. I bufali in una folle corsa da Roma giunsero fino ai Monti Sibillini e si tuffarono nelle acque del lago con il corpo di Pilato. Il bacino è inoltre noto al mondo della scienza in quanto habitat naturale di un rarissimo crostaceo, il Chirocephalus Marchesonii, che prende il nome dallo scienziato che lo classificò per primo nel 1954.
NUMERI UTILI:
Casa del Parco
Tel. 0743 817090
Comunità Montana
Tel. 0736 / 844526 - 844379
Associazione Guide Escursionistiche
Tel. 0736 / 256330-809339
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